Galleria Luigi Caretto: la Storia - Galleria Luigi Caretto

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Galleria Luigi Caretto: la Storia

Chi Siamo

Nel 1911, "stretta" tra echi ottocenteschi e la giovane industria italiana, nasceva la Galleria Luigi Caretto. Anni presto ruggenti, in cui Torino, coi suoi monti e l'atmosfera Belle Époque, offriva lo scenario ideale per la tumultuosa avventura del giovane Luigi. Un pionere che, dismessi i comodi abiti da banchiere (Banca Caretto e Nani), si lanciò a capofitto in una passione, quella per l'arte antica, che ci porterà fino ad oggi... 100 anni dopo!
A causa di un avverso destino, spetta presto al figlio Giorgio, appena sedicenne, il difficile compito di subentrare al padre nella gestione del lavoro. Sono anni difficili, in cui il frastuono dei cannoni della Seconda Guerra Mondiale avrebbe reso improbo per chiunque, non solo per un ragazzino, fare fronte alla mancanza di una figura di riferimento familiare come Luigi.

Luigi Caretto 1878 - 1940
Giorgio Caretto 1925 - 2008

Ma l'eredità lasciata al figlio è qualcosa che travalica il materiale per diventare una missione.
Con non poche difficoltà, ma con la forza  che la palestra paterna gli ha infuso, Giorgio imbocca la sua strada. Il primo passo è decidere che la Pittura Antica è il campo su cui concentrarsi.
Sono anni avventurosi, in cui un uomo armato del suo ingegno poteva fare grandi cose: il primo  quadro "scovato" da Giorgio fu un' opera di Tintoretto, caricata in spalla con delle corde e portata alla Galleria in bicicletta!
Anni di crescita, di studio e di viaggio condotti con ogni mezzo; anni che saranno funzionali a fare di Giorgio Caretto un autentico Connoisseur e nei quali si rafforzerà la convinzione che  la tradizione è una forza da sfruttare e non un peso.

Ma sarà ancora Torino a fungere da rinnovata fonte di ispirazione per la Galleria. Da sempre legata alla memoria del passato, ma al tempo stesso proiettata verso l'Europa, la capitale sabauda mostra fin dal XVIII secolo un vivo interesse per l'Arte Nord Europea.
Viene quindi compiuta l'ulteriore scelta di specializzarsi nell'arte fiamminga ed olandese dei secoli d'oro, andando ad occupare una nicchia finora inesplorata in Italia. Inizia a prendere forma quel Fil Rouge che non abbandonerà più l'attività di famiglia, divenendo una peculiarità unica della Galleria Caretto.
Su consiglio della moglie Luciana, un oramai maturo Giorgio organizza una pura mostra espositiva, senza fini di vendita, con opere selezionate ed acquistate  durante tutto l'arco di un anno ai fini di proprorre al pubblico uno sguardo sulle possibilità offerte dall'arte d'oltralpe.


Giorgio Caretto, Luigi Caretto e Marella Agnelli
Luigi Caretto 1957

La mostra è un successo e l'anno seguente le vendite sono entusiasmanti: comincia a crearsi un circuito di collezionismo d'arte fiammingo-olandese che, da Torino, passa ad essere nazionale. E' un genere in ascesa, ma ancora poco conosciuto in Italia: a fare da metronomo per i nascenti amatori è proprio la mostra-mercato annuale della Galleria Caretto, che da oltre cinquanta anni continua a ripetersi con la costanza di un rito. Gli anni si alternano e consolidano l'immagine della Galleria, dove Giorgio è ormai affiancato dai  figli Patrizia (che poi si distaccherà, specializzandosi in pittura del XVIII e XIX secolo) e Luigi, così chiamato in onore dell'avo. Proprio a quest'ultimo, a cavallo tra gli '80 e i '90, verrà affidato il compito di guidare l'attività di famiglia nel nuovo millennio.

Le solide radici poste da Giorgio e la nuova linfa portata dal figlio consentono di gettare i  rami della Galleria ben oltre i confini nazionali e di  raccoglierne  i frutti.
Inizia e crearsi col mondo accademico, da Federico Zeri a Bert Meyer, un legame che porterà a risultati di risonanza pubblica, come mostre dedicate ai temi specifici della pittura fiammingo-olandese. Hanno, così, visto la luce importanti avvenimenti quali le esposizioni pubbliche "Ut Pictura Ita Visio" e "Cielo Terra e Acque". Oltre al versante teorico, Luigi sviluppa anche progetti pratici, aprendo una solida e continuativa collaborazione con la Galleria Soraya Cartategui di  Madrid, gettando una testa di ponte nel mercato spagnolo.

Luigi e Massimiliano Caretto

Fra tradizione e innovazione, Luigi Caretto continua ancora oggi il lavoro di famiglia, affiancato recentemente dal figlio Massimiliano,  desideroso di imparare il mestiere come fece suo padre e, prima di lui, il padre di suo padre.  Un passaggio di consegne che è alla quarta generazione, in ormai cento anni di amore per l'Arte.

Torna ai contenuti | Torna al menu